Comprendere gli enzimi epatici: ALT, AST, GGT e altro
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I valori epatici sono tra i più comuni valori di laboratorio determinati. Ma cosa significano davvero le molte abbreviazioni – ALT, AST, GGT, AP, Bilirubina? Questo articolo fornisce una panoramica completa di tutti i principali valori epatici, spiega cosa misurano e come interpretare correttamente i risultati.
Importante da sapere: Il termine "test di funzionalità epatica" è in realtà fuorviante. Molti di questi test non misurano direttamente la funzione epatica, ma indicano danni al fegato o problemi di flusso biliare. Solo pochi parametri – come l'albumina e i valori di coagulazione – forniscono informazioni sull'effettiva capacità funzionale del fegato.
Le tre categorie dei valori epatici
I valori epatici possono essere suddivisi in tre categorie principali, ognuna delle quali illumina aspetti diversi della salute del fegato:
1. Marcatori di danno alle cellule epatiche (marcatori epatocellulari): ALT e AST – indicano quando le cellule epatiche sono danneggiate e rilasciano enzimi nel sangue.
2. Marcatori di stasi biliare (marcatori di colestasi): GGT, fosfatasi alcalina (AP) e bilirubina – indicano problemi con il flusso biliare.
3. Marcatori della funzione epatica (capacità di sintesi): Albumina, valori di coagulazione (Quick/INR) – mostrano quanto bene il fegato svolge le sue funzioni.
Il modello di innalzamento fornisce importanti indicazioni sul tipo di malattia epatica: se sono principalmente ALT e AST ad essere elevati, si parla di un modello epatocellulare. Se, invece, AP, GGT e bilirubina sono elevati, ciò indica un modello colestatico (stasi biliare).
ALT (Alanina-Aminotransferasi / GPT)
Cos'è l'ALT?
L'ALT (precedentemente chiamata GPT) è un enzima che si trova principalmente nelle cellule epatiche. È coinvolto nella conversione degli amminoacidi. Poiché l'ALT si trova quasi esclusivamente nel fegato, è il marcatore più specifico per i danni alle cellule epatiche.
Valori normali
Uomini: fino a 50 U/L (valori di riferimento più recenti: 29–33 U/L)
Donne: fino a 35 U/L (valori di riferimento più recenti: 19–25 U/L)
Cosa significa un aumento?
Valori elevati di ALT indicano che le cellule epatiche sono danneggiate e rilasciano l'enzima nel sangue. Le cause comuni sono: steatosi epatica non alcolica (NAFLD), epatite virale (epatite A, B, C), farmaci e tossine, epatite autoimmune, emocromatosi (malattia da accumulo di ferro) e malattia di Wilson. Nella steatosi epatica non alcolica, l'ALT è tipicamente più alta dell'AST. ([Link: ALT e AST elevati: Cosa c'è dietro?])
AST (Aspartato-Aminotransferasi / GOT)
Cos'è l'AST?
L'AST (precedentemente chiamata GOT) è anch'essa un enzima del metabolismo degli amminoacidi. A differenza dell'ALT, tuttavia, l'AST non si trova solo nel fegato, ma anche nel cuore, nei muscoli, nei reni, nel cervello e nel pancreas. Per questo l'AST è meno specifica per il fegato.
Valori normali
Uomini: fino a 50 U/L
Donne: fino a 35 U/L
Cosa significa un aumento?
Valori elevati di AST possono indicare danni al fegato, ma anche danni ad altri organi. Le cause importanti sono: malattia epatica alcolica (qui l'AST è spesso 2 volte più alta dell'ALT), cirrosi epatica, malattie o lesioni muscolari, infarto miocardico, malattie della tiroide e intenso sforzo fisico. Il rapporto AST/ALT (quoziente di De Ritis) fornisce importanti indicazioni diagnostiche: un quoziente superiore a 2 suggerisce un danno epatico correlato all'alcol, un quoziente inferiore a 1 suggerisce più una steatosi epatica.
GGT (Gamma-Glutamiltransferasi)
Cos'è la GGT?
La GGT è un enzima presente nella membrana cellulare dei dotti biliari e delle cellule epatiche. Svolge un ruolo nel trasporto di amminoacidi nelle cellule ed è coinvolta nel metabolismo del glutatione. La GGT si trova anche nei reni, nel pancreas e nell'intestino.
Valori normali
Uomini: fino a 60 U/L
Donne: fino a 40 U/L
Cosa significa un aumento?
La GGT è un marcatore molto sensibile, ma poco specifico. Reagisce a molti fattori diversi: consumo di alcol (la GGT è il marcatore più sensibile per l'alcol e aumenta anche con un consumo moderato), stasi biliare (colestasi), farmaci (molti farmaci "inducono" la GGT, inclusi antiepilettici e alcuni sonniferi), steatosi epatica, malattie epatiche in generale, diabete e sindrome metabolica. ([Link: GGT elevata: cause e cosa dovresti sapere ora])
Funzione importante: La GGT aiuta nell'interpretazione della fosfatasi alcalina. Se la AP è elevata e contemporaneamente anche la GGT, l'aumento della AP proviene probabilmente dal fegato. Se la GGT è normale, è più probabile che la causa sia una malattia ossea.
Fosfatasi alcalina (AP / ALP)
Cos'è la fosfatasi alcalina?
La fosfatasi alcalina è un enzima presente in molti tessuti – soprattutto nel fegato, nelle ossa, nell'intestino e nella placenta. Nel fegato si trova sulla membrana dei dotti biliari. Circa l'80% della AP nel sangue proviene dal fegato e dalle ossa.
Valori normali
Adulti: 30–120 U/L
Importante: Nei bambini e negli adolescenti, i valori sono significativamente più alti a causa della crescita ossea. Anche in gravidanza la AP può essere fisiologicamente elevata (AP placentare).
Cosa significa un aumento?
Cause legate al fegato (spesso insieme a GGT elevata): Stasi biliare (colestasi), calcoli biliari, tumori delle vie biliari, colangite biliare primitiva (PBC), colangite sclerosante primitiva (PSC), metastasi epatiche, colestasi indotta da farmaci.
Cause non legate al fegato (GGT normale): Malattie ossee (Morbo di Paget, osteomalacia, metastasi ossee), ipertiroidismo, gravidanza, crescita nei bambini.
Bilirubina
Cos'è la bilirubina?
La bilirubina è un pigmento giallo che si forma dalla degradazione dell'emoglobina, il pigmento rosso del sangue. Il fegato assorbe questa bilirubina "indiretta" (non coniugata), la rende idrosolubile (bilirubina "diretta" o coniugata) e la elimina attraverso la bile. Se questo processo è alterato, la bilirubina aumenta nel sangue – a valori fortemente elevati, ciò porta all'ingiallimento visibile della pelle e degli occhi (ittero).
Valori normali
Bilirubina totale: fino a 1,2 mg/dl (20 µmol/L)
Bilirubina diretta (coniugata): fino a 0,3 mg/dl
Bilirubina indiretta (non coniugata): fino a 0,9 mg/dl
Cosa significa un aumento?
Aumento della bilirubina indiretta: Aumentata distruzione dei globuli rossi (emolisi), sindrome di Gilbert (variante metabolica comune e innocua in circa il 5% della popolazione), emopoiesi inefficace.
Aumento della bilirubina diretta: Malattie epatiche con alterata escrezione, stasi biliare (calcoli biliari, tumori), colangite biliare primitiva.
([Link: Bilirubina elevata: cause del pigmento giallo nel sangue])
Albumina
Cos'è l'albumina?
L'albumina è la proteina più abbondante nel sangue ed è prodotta esclusivamente dal fegato. Ha importanti funzioni: mantenimento dell'equilibrio dei fluidi (impedisce il ristagno di liquidi), trasporto di ormoni, farmaci e altre sostanze. Poiché il fegato produce quotidianamente circa 10-15 g di albumina, il livello di albumina è un marcatore diretto della capacità di sintesi del fegato.
Valori normali
Adulti: 35–50 g/L (3,5–5,0 g/dl)
Cosa significa una diminuzione?
Poiché l'albumina ha una lunga emivita di 2-3 settimane, non reagisce a danni epatici acuti. Un basso livello di albumina indica quindi un danno epatico cronico o insufficienza epatica – ad esempio in caso di cirrosi avanzata. Tuttavia, l'albumina può anche essere abbassata per altri motivi: malnutrizione, malattia renale cronica con perdita di proteine, infiammazioni croniche.
Valori di coagulazione: Tempo di Quick e INR
Cosa misurano questi valori?
Il fegato produce la maggior parte dei fattori di coagulazione necessari per la coagulazione del sangue. Il tempo di Quick (tempo di protrombina, PT) e l'INR (International Normalized Ratio) misurano la velocità di coagulazione del sangue. Il fattore VII ha la più breve emivita di tutti i fattori di coagulazione (4-6 ore) e reagisce quindi più rapidamente ai danni epatici.
Valori normali
Tempo di Quick: 70–130%
INR: 0,8–1,2
Tempo di protrombina: 9,5–14 secondi
Cosa significano valori alterati?
Un INR prolungato (superiore a 1,2) o un tempo di Quick ridotto indicano una ridotta capacità di sintesi del fegato. Ciò può verificarsi in caso di insufficienza epatica acuta, cirrosi avanzata o epatite grave. I valori di coagulazione diventano anomali solo quando più dell'80% della funzione epatica è compromessa – sono quindi marcatori relativamente "tardi". Importante: Anche una carenza di vitamina K o anticoagulanti come Marcumar/Warfarin influenzano questi valori.
Il quadro generale: Modelli di innalzamento dei valori epatici
I medici non considerano mai i valori epatici isolatamente, ma nel loro contesto. Il modello di innalzamento fornisce importanti indicazioni sul tipo di malattia:
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Modello |
Riscontri tipici |
Possibili cause |
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Epatocellulare |
ALT e AST fortemente elevate, AP e GGT normali o leggermente elevate |
Epatite virale, danno epatico tossico, epatite autoimmune, steatosi epatica |
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Colestatico |
AP e GGT fortemente elevate, spesso con bilirubina elevata, ALT/AST normali o leggermente elevate |
Calcoli biliari, tumori delle vie biliari, PBC, PSC, indotta da farmaci |
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Misto |
Sia ALT/AST che AP/GGT significativamente elevate |
Danni da farmaci, malattie infiltrative, malattia epatica avanzata |
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Iperbilirubinemia isolata |
Solo bilirubina elevata, tutti gli altri valori normali |
Sindrome di Gilbert (comune, innocua), emolisi |
Il valore R: Epatocellulare o colestatico?
Per determinare oggettivamente il modello di danno epatico, i medici utilizzano il cosiddetto valore R:
R = (ALT ÷ limite superiore ALT) ÷ (AP ÷ limite superiore AP)
R > 5: Modello epatocellulare (danno alle cellule epatiche)
R < 2: Modello colestatico (stasi biliare)
R 2–5: Modello misto
Valori epatici e tiroide
Un collegamento spesso trascurato: sia l'ipotiroidismo (funzione tiroidea insufficiente) che l'ipertiroidismo (funzione tiroidea eccessiva) possono influenzare i valori epatici. Nell'ipotiroidismo, sono stati riscontrati valori elevati di ALT fino al 35% dei pazienti e steatosi epatica nel 37%. I meccanismi includono un metabolismo lipidico alterato, l'accumulo di grasso nel fegato e, nell'ipotiroidismo, anche una miopatia (danno muscolare) che può aumentare l'AST.
Inoltre, il fegato è il principale sito di conversione dell'ormone tiroideo T4 in T3 attivo – circa il 60% di questa conversione avviene nel fegato. Un danno epatico può quindi anche compromettere la funzione tiroidea. ([Link: Il fegato e la tiroide: Un collegamento sottovalutato])
Cosa fare in caso di valori epatici elevati?
Valori leggermente elevati (meno di 2 volte)
In circa un terzo dei casi, i valori epatici leggermente elevati si normalizzano spontaneamente entro 2-4 settimane. Le misure sensate da adottare sono: astensione dall'alcol per alcune settimane, revisione di tutti i farmaci e degli integratori alimentari, controllo dopo 4-6 settimane.
Valori moderatamente elevati (2-5 volte)
In questo caso è opportuna un'indagine sistematica: sierologia per l'epatite (A, B, C), metabolismo del ferro (ferritina, saturazione della transferrina), valori tiroidei (TSH), ecografia del fegato, se necessario marcatori autoimmuni.
Valori fortemente elevati (più di 5 volte)
Richiedono una rapida indagine. In caso di aumenti molto marcati (più di 15 volte) è necessario escludere una malattia epatica acuta.
Conclusione
I valori epatici sono preziosi strumenti diagnostici, ma devono essere sempre considerati nel contesto generale:
ALT e AST indicano danni alle cellule epatiche – l'ALT è più specifica per il fegato, l'AST si trova anche in altri tessuti.
GGT e AP indicano colestasi o malattie delle vie biliari – la GGT aiuta a distinguere se un aumento dell'AP proviene dal fegato o dalle ossa.
La bilirubina è il pigmento giallo, il cui aumento porta all'ittero.
L'albumina e i valori di coagulazione mostrano la reale capacità di sintesi del fegato e diventano anomali solo nelle malattie avanzate.
Il modello di aumento (epatocellulare vs. colestatico) e il rapporto dei singoli valori tra loro forniscono importanti indizi diagnostici. In caso di valori persistentemente elevati o sintomi, è sempre opportuno un accertamento medico.
Nota: Questo articolo è a scopo informativo generale e non sostituisce la consulenza medica. I valori di laboratorio dovrebbero sempre essere interpretati da un medico nel contesto clinico.
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